Le Ads come strumento per crescere in autonomia online
Il Brand che si è rivolto a noi è un E-commerce specializzato nella vendita di sneakers di marca, in particolare di modelli di fascia alta, a prezzi estremamente competitivi.
Il successo dell’E-commerce è stato costruito principalmente grazie alla spinta degli influencer su Instagram e TikTok, con un modello di affiliate marketing ben strutturato e performante. Tuttavia, il brand ci ha contattati con un obiettivo ambizioso: costruire un canale di vendita stabile e scalabile anche al di fuori dell’affiliate, puntando su Google Ads.
Pochi mesi dopo l’attivazione delle campagne e soddisfatti dei primi risultati, il brand ci ha affidato anche la strategia su Meta.
Con un impianto pubblicitario solido, strutturato e interamente tracciabile, il brand ha finalmente conquistato una nuova autonomia nel vendere online, riducendo la dipendenza dai canali influencer e aprendo nuove possibilità di crescita.
OBIETTIVI
- Sviluppare una strategia di vendita su Google partendo da zero
- Implementare la strategia su Meta
- Rendere tutto misurabile

il fatturato da Google Ads

il fatturato da Meta Ads

ordini mensili, in crescita costante
AMBITI OPERATIVI COINVOLTI
Monitoraggi
L’utilizzo dei monitoraggi è fondamentale al fine del corretto tracciamento delle campagne e necessario per la raccolta e l’analisi dei dati
Una strategia social su misura è il primo passo per intercettare il pubblico giusto e raggiungere obiettivi concreti: aumentare la visibilità, vendere online o promuovere servizi in modo efficace.
Google Ads
Una presenza su Google ben studiata è il primo passo per intercettare le esigenze specifiche del cliente finale e guidarlo verso la conversione.
ATTIVITÀ SVOLTE
Fase 1. Sistemazione Monitoraggi
Per costruire una strategia solida e misurabile, partendo completamente da zero, il primo passo è stato mettere ordine nella parte tecnica: nessuna strategia può funzionare senza dati affidabili. Al momento dell’ingresso, non era ancora stato implementato Google Analytics, né alcun sistema di tracciamento che permettesse di misurare le performance in modo efficace. Abbiamo quindi avviato l’intervento partendo dalle fondamenta: attivazione di Analytics, tracciamento delle conversioni e verifica della corretta attribuzione delle vendite anche rispetto ai referral provenienti dagli influencer.
Fase 2. Campagna brand protection su Google
Una volta costruita la base dati, si è lavorato sulla visibilità su Google, dove il marchio era completamente assente. Il primo step è stato proteggere il nome attraverso una campagna branded, utile non solo per evitare che i competitor si posizionassero sul nome, ma soprattutto per intercettare chi, dopo aver visto i prodotti su Instagram o TikTok, cercava direttamente su Google per completare l’acquisto.
Fase 3. Campagna Pmax su Google
Parallelamente, abbiamo avviato la prima campagna a performance. Inizialmente si è trattato di una campagna Shopping Smart, poi evoluta in Performance Max non appena è stato possibile. Questo ha permesso di sfruttare l’automazione di Google per massimizzare il ritorno sugli investimenti pubblicitari, ottimizzando in tempo reale i placement, i prodotti e i segmenti di pubblico.
Fase 4. Costruzione del funnel su Meta
Su Meta, abbiamo scelto di partire da una costruzione completa del funnel: l’obiettivo era intercettare utenti nella fascia 20–50 anni in diverse fasi del processo d’acquisto. Abbiamo quindi attivato campagne orientate alla vendita diretta (come quelle con obiettivo acquisto o catalogo prodotti), affiancandole a campagne di traffico e scoperta, fondamentali per nutrire la parte alta del funnel e ampliare il pubblico.
Fase 5. Creazione campagne Retargeting
Con l’aumento dei volumi e dell’interesse, è stata strutturata una strategia di retargeting personalizzata, basata sulle azioni svolte sul sito (visualizzazione di prodotto, carrelli abbandonati, pagine visitate), per accompagnare gli utenti indecisi fino alla conversione.
Fase 6. Differenziazione strategia Meta in base ai prodotti
Infine, si è lavorato su un ulteriore livello di ottimizzazione: la differenziazione delle strategie in base alla tipologia di prodotto. Alcuni articoli – come le sneakers di brand molto richiesti – generano vendite immediate e richiedono una spinta forte e veloce. Altri, come l’abbigliamento a marchio proprio, necessitano di un approccio più “caldo”, con più passaggi e una comunicazione immersiva. Per questo, oggi, le campagne Meta si modulano sulla base della natura del prodotto e del comportamento degli utenti.
RISULTATI:
I numeri non mentono: nel giro di pochi mesi, la strategia ha portato il cliente a costruire un canale di vendita strutturato, autonomo e altamente redditizio.
Google Ads, che all’inizio non era nemmeno attivo, oggi è diventato un pilastro della crescita: genera oltre il 38% del fatturato totale, con un peso molto contenuto in termini di traffico (solo il 18% delle sessioni). Il dato più rilevante? Un ROAS medio di circa 20, a conferma dell’alta qualità e intenzionalità degli utenti intercettati tramite questo canale.
Anche Meta (Facebook e Instagram) ha confermato la sua forza, specialmente in ottica di discovery e remarketing. Le campagne attivate hanno contribuito per il 24% del fatturato, con il 28% delle sessioni totali e un ROAS medio stabile intorno a 5, risultato più che positivo considerando la varietà di prodotti e l’ampiezza del pubblico coinvolto.
Infine, un dato importante per misurare la solidità del progetto: gli ordini mensili hanno superato quota 500, con una crescita costante di circa +100/150 ordini ogni mese.
- Google Ads da 0 al 38% del fatturato
- Meta contribuisce al 24% delle vendite
- +500 ordini mensili, in crescita costante
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